Domenica delle Palme

 

La processione di Gesù Nazareno

 

I riti tradizionali della settimana santa di Caltanissetta si aprono la sera della Domenica delle Palme con la processione di Gesù Nazareno.

 

La manifestazione, se pur rinnovata nel suo aspetto nella seconda metà dell’Ottocento, affonda le sue radici alla fine del XVII secolo.

 

In questo periodo presso la chiesa gesuitica di Sant’Agata, si istituirono ben quattro congregazioni religiose fra cui figura la Congregazione della Santissima Bambina, che conserva fra le sue usanze la pia pratica dell’esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento per quaranta ore, dal pomeriggio della domenica, fino alle 11.00 del Mercoledì Santo.

 

Nel corso di questo tempo straordinario, le diverse realtà religiose presenti in città, a turno, uscendo dal proprio oratorio si dirigevano alla volta della chiesa madre in un corteo penitenziale accompagnato dal suono incessante dei tamburi, dove, conclusa l'adorazione, si impartiva ai presenti la benedizione che simbolicamente rappresentava il riscatto dei peccati.

 

La domenica sera, per l’ora di adorazione si recava in chiesa anche la Congregazione della Santissima Bambina, che muovendosi dal collegio gesuitico, si dirigeva in processione presso il duomo, trasportando sulle spalle un letto di fiori su cui era adagiata una statua del Cristo morto, chiamata volgarmente dal popolo: lu sepolcru di sciuri.

Questa consuetudine rimase invariata fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando, per ordine del vescovo Giovanni Guttadauro si proibì alle congregazioni, alle compagnie e alle corporazioni

religiose, l’ingresso nella chiesa madre, poiché, nel medesimo orario si svolgeva il sermone del quaresimalista.

 

Ciò portò i congreganti a trasportare il "sepolcro" lungo le strade della città, tuttavia, cambiando la struttura del rituale lo stesso perse il suo significato simbolico, tanto più che il baroneVincenzo Di Figlia di Granara, fece notare il controsenso nel portare in processione l'immagine del Cristo morto nel giorno in cui la Chiesa ricordava il suo ingresso trionfale a Gerusalemme.

 

A partire dal 1870, pertanto, si decise di sostituire il letto di fiori con la statua del Cristo benedicente, posta su di un monte infiorato.

                                     

Ad inizio del XX secolo, a seguito della diminuzione degli iscritti, la Congregazione si sciolse e si creò un comitato formato inizialmente da diverse famiglie, le quali nel 1989 si costituirono in associazione.

Testi di Alessandro Maria Barrafranca
Contributo fotografico di: Diego Avanzato, Gaetano Camilleri, Walter Lo Cascio, Lillo Miccichè e Umberto Ruvolo
Caltanissetta è una città che racconta la Storia. La storia del Mediterraneo e dei popoli che l’hanno abitata, la storia della Sicilia con il suo cuore antico di terra buona e di zolfo, con la fede della sua gente, la tradizione che ha saputo farsi identità e sacra rappresentazione nei secoli, l’arte che risplende nelle sue chiese, nei suoi palazzi, con le parole sapienti degli scrittori che l’hanno narrata, la generosità creativa dei suoi artigiani, i sapori deliziosi del suo cibo e la forza della pietra dei suoi scultori. Caltanissetta è una storia che parla al futuro. E ha il cielo più azzurro del mondo.
Le Varicedde
Tradizione del 800
SCOPRI
CALTANISSETTA